La Mia Opinione di Napoli-Palermo

foto da sscnapoli.it

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La Mia Opinione di Napoli-Palermo. Spreco, credo fosse la parola più gettonata per descrivere la gara di ieri sera.
Abbiamo sprecato troppe occasioni da rete. Abbiamo sprecato due punti. Abbiamo sprecato l’opportunità di agganciare la Roma. Abbiamo sprecato quello che era sembrato un enorme passo in avanti: la vittoria di Milano.

Prendiamo gol dopo 5 minuti, al primo tiro. Un calcio da fermo, palla in area, colpo di testa, gol.

Un classico.

Eppure, pensavo avessimo tutto il tempo per recuperare.

E infatti, ci portiamo immediatamente in avanti. Callejon riceve un traversone da sinistra solo davanti alla porta, deve solo appoggiarla in rete. Lo vedi? Stai già recuper… No, niente.

Lo guardi mandare quel pallone in curva. Cerchi una spiegazione, non la trovi. Non la vuoi trovare. Non vuoi crederci. C’è ancora tanto tempo.

Tanto quanto basta agli uomini di Diego Lopez per perlustrare ogni ciuffo d’erba della metà campo azzurra: in 11 dietro la linea della palla, in migliaia davanti al televisore, da tutta Italia.

Posavec para di tutto: da destra, da sinistra, laterale, centrale, basso, alto, sbilenco, deviato. Insomma, tutto.
Il tempo passa, il Napoli non trova il pareggio.

Si va negli spogliatoi, in svantaggio, in attesa del secondo tempo. Mentre aspetti, speri in un cazziatone (ma pure un mazziatone) di Sarri.

Il Palermo dimentica di doverlo giocare, il secondo tempo. Li avvisano, sostano sulle scale per aspettare il Napoli, che a sua volta li aspettava in campo. Entrano dopo 258 minuti dal fischio finale del primo tempo e si riparte.

Si riparte e al primo pallone, regaliamo rimessa laterale. Loro non volevano entrare e a te viene il dubbio che forse se non fossero rientrati manco i tuoi sarebbe stato un bene per tutti. Ma soprattutto per le tue coronarie, per il tuo fegato, e perchè no, anche per i tuoi occhi.

Tra un pausa e l’altra, tra un finto infortunio, una macchinina chiamata più per intrattenere il pubblico che per reale necessità e un Pezzella prima distratto, poi indeciso, nello scegliere quale preferire dei 378 palloni giunti dai raccattapalle e gentilmente aiutato da Callejon, che gliene piazza uno in mano, sillabandgli ‘questo è un pallone, ci si gioca a calcio’, continuiamo a costruire e a sprecare.

In porta Posavec sembra non arrendersi. Fino a quando Mertens si prende qualche parolaccia per aver provato un timido tiro dalla distanza: l’estremo difensore (mai definizione fu più giusta) ne combina una pazzesca ed è pareggio. Ti rimangi le parolacce e ti appresti a goderti il prosieguo.

Cavolo, ora la gara si riaccende, pensi. Il portiere perderà le sue sicurezze, prenderanno tutti una sbandata. È davvero un’ottima giornata.

Un corno. Gli unici sbandati, a parte l’arbitro a cui evidentemente piace essere preso per i fondelli, sono proprio i tuoi.

Non so quanto si sia giocato dopo quel gol, dopo l’espulsione di Goldaniga, e non so se a parte le rimesse dal fondo ed i calci di punizione loro abbiano mai toccato palla, ma credo che in totale non si sfiorino i dieci minuti di gioco effettivo.

Ricordo anche che in settimana eravamo lí a complimentarci con Josè per quei cinque minuti di recupero non giocati. Mai, e dico mai, più. È evidente che quando adoperiamo determinati stratagemmi, poi ci si ritorcono contro. A noi, evidentemente, non è permesso. Perché per 5 minuti evitati, ne paghiamo 25 la gara successiva.

Giochiamo sì e no dieci minuti, ma era ovvio che l’occasione più ghiotta arrivasse all’ultimo secondo e, ancor più ovvio, che la sprecassimo: il pallone è lì, pronto per essere scaraventato (e occhio, che se per Callejon avevo adoperato il verbo appoggiare, qui è proprio scaraventare) in rete, lo lasciamo sfilare via per l’ennesima rimessa dal fondo. La partita si chiude lì. E ancora non ci credo.

Non ci credo, pur essendo ben consapevole del fatto che questa gara nascondesse delle insidie. Lo avevo detto, scritto e ripetuto. Ma la domanda è: i ragazzi, invece, ne erano consapevoli? E se ne erano consapevoli, è bastato un gol al quinto, per abbattere tutte quelle certezze costruite partita dopo partita, in questo mese di gennaio? Siamo veramente così fragili? Siamo davvero così vulnerabili?

Capisco che giocare con 11 calciatori ad occupare i tuoi spazi non sia semplice, ma basta veramente così poco per perdere fiducia?

Regaliamo palloni con passaggi a tre metri, rinviamo alto su Insigne, crossiamo per Mertens, cerchiamo triangolazioni con Pavoletti. Basta davvero un gol del Palermo per farci andare in bambola? Serve davvero doverci ‘fare l’abitudine’ ai cross per la testa di Pavoletti? Non basterebbe guardarlo e notare qualche piccola differenza con Mertens?

E soprattutto, siamo ‘giovani’ da andare a vincere a Milano, ma non siamo abbastanza esperti per battere il Palermo in casa?

Davvero vogliamo raccontarci le favolette? Io non ci voglio credere.

E non voglio credere che non basti nemmeno una sconfitta della Roma, per trovare le giuste motivazioni. Hanno perso, devi andare in campo consapevole che il tuo avversario non siano solo i rosanero, ma anche i giallorossi. Hai l’opportunità di rosicchiare punti, in vista del tuo obiettivo stagionale, devi scendere in campo determinato fin dal primo minuto.

Il gol, l’imprevisto, invece, va a confermare che il primo avversario del Napoli è il Napoli stesso. E io che pensavo avessimo ormai superato questo step.

Speravo l’avessimo capito. Speravo che Milano fosse servita.

Evidentemente non è stato così, perché crescere presuppone vincere questo tipo di partite per non sprecare le altre. Vincere a Milano, per poi pareggiare in casa col Palermo, non è sinonimo di crescita. Anzi, è restare sempre nel medesimo punto.

La prossima la giocheremo a Febbraio. Io non sono psicologicamente pronta.

Febbraio prevederà l’andare al Santiago Bernabeu. Siamo consapevoli che lì, se tremeranno le gambe per più di cinque minuti (compresa la musichetta) saranno dolori? Siamo consapevoli del fatto che il Real, così come il Bologna settimana prossima, potrebbero andare a rete? Siamo consapevoli che fino al fischio finale tutto può succedere compresa un’eventuale nostra rimonta?

No, perché io non sono psicologicamente pronta a costruire l’ennesimo castello di carte, che quando sei lì a poggiare l’ultima, crolla e devi ripartire dalle basi.

Questo salto di qualità, io lo voglio. E passa per quella benedetta testa che avete attaccata al collo. Usatela una buona volta.

E magari fate in modo che quello che oggi appare un enorme spreco, sia l’ultima sfida affrontata nel peggiore dei modi. Fate in modo che più che uno spreco, diventi una lezione.

Smettetela di essere gli avversari di voi stessi e provate a raggiungere l’obiettivo che di volta in volta vi troverete davanti. 3 punti. Sempre 3 punti. Tanto valgono le gare: che sia Milan, o Palermo, o BOLOGNA, poco importa.

Voi siete il Napoli e l’obiettivo è la Champions. Sta a voi, non a Posavec.

Alla prossima e #ForzaNapoliSempre! 💙

 

 

 

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