La Mia Opinione di Napoli-Genoa

foto da sscnapoli.it
foto da sscnapoli.it

La Mia Opinione di Napoli-Genoa. Vincere era fondamentale. Ma ancor più fondamentale è stato averlo fatto in questo modo: con pazienza, rimanendo concentrati e determinati, tirando fuori una buona dose di cazzimma e annullando col passare dei minuti l’avversario.

Questo era il mio pensiero dell’immediato post-partita e a distanza di ore, il pensiero rimane lo stesso.

Partivamo con una fascia destra pressoché inedita: Maggio al posto di Hysaj e Giaccherini al posto di José. Alzi la mano chi non era preoccupato. E invece…

Emanuele e Christian sono calciatori esperti, lo sapevamo, ma quante volte avevamo ‘pagato’ i turnover forzati? Quante volte ‘assenze’ così pesanti, e tutte insieme, ci avevano messo nei guai?

Ecco, a dispetto delle attese sia Christian che Emanuele disputano una signora gara. Ed è proprio lì, a mio parere, che si è vinta la partita.

Christian, in particolare, ha stupito per la determinazione, la concentrazione, la condizione fisica e l’applicazione dimostrata in quelle discese, in memoria dei vecchi tempi: sembrava esser tornato il Maggio di Walter Mazzarri, con una condizione fisica eccezionale. Un ragazzo a posto, un professionista serio, forse legato a questa maglia e a questa squadra più di quanto potessimo immaginare.

Ho apprezzato la prestazione, ma ho apprezzato anche altro, ieri tanto quanto in altre occasioni. All’uscita dal campo Marek si è avvicinato a Lorenzo, per passargli la fascia da capitano, ma questi ha subito risposto ‘no, ma c’è Christian!’. Marek si è voltato, quasi come se l’avesse dimenticato ed ha annuito. Insigne ha provato a portargliela ma Christian gliel’ha lasciata: forse perché non ha mai avuto bisogno della fascia per comportarsi da capitano. E proprio Lorenzo sa quanto è stato importante sia che fosse in campo, sia che fosse in panchina: ricordo ancora la chiacchierata (un eufemismo) a bordo campo tra i due, credo in un Napoli-Palermo, con un Lorenzo infuriato per la sostituzione ed un Christian pronto a bacchettarlo e riportarlo nei ranghi come solo un vero uomo-squadra fa. Perché Christian è anche questo: un vice-Capitano silenzioso, onesto, leale e rispettoso di sé, del mister e della propria squadra. Forse dovremmo (tutti, compresa la sottoscritta) ricordarcene e sottolinearlo più spesso. Chapeau, Christian… e già che mi trovo buon compleanno a te e pure a Calleti!

Altra buona prova, come detto, quella di Giak. Ha sfruttato a pieno la sua occasione e lanciato, nel migliore dei modi (o comunque quello che io preferisco), un segnale a Sarri: se c’è bisogno di far rifiatare José, lui c’è (fa pure rima 😁) e può dire la sua. Buono a sapersi.

Può dire la sua, come ha fatto poi anche Rog, entrato per rilevare proprio il numero 4 azzurro. Interessante, l’impatto che il giovane croato ha avuto sulla partita: venti minuti di personalità, che se abbinata con continuità al talento e alla grinta, potrebbe regalarci un’altra meravigliosa pedina per lo scacchiere di Sarri, che ieri ai microfoni ha approfittato per sottolinearne anche la duttilità. Davvero una gran bella ‘conferma’, se così la si può definire.

Una meravigliosa pedina per lo scacchiere di Sarri lo è già, a tutti gli effetti, Piotr Zielinski: suo il gol che sblocca la gara. Ma ciò che più stupisce sono corsa, quantità e qualità, potenza e forza fisica: talento purissimo con ancora margini di crescita, come lo stesso mister, restío a dare voti, sottolinea a fine gara.

Sempre incisivo Piotr, un po’ come Mertens per il quale abbiamo ormai terminato gli aggettivi: lascia il campo senza entrare nel tabellino dei marcatori, eppure lascia il segno anche stavolta.

Quindi, prestazione generale buonissima con zero rischi in difesa (forse complice il ritorno della coppia Albiol-Koulibaly) ed una sufficiente concretezza in attacco. Segnali positivi in vista della gara delle gare, della madre di tutte le partite: quella che abbiamo atteso per mesi, in silenzio, come Sarri comandava. E guai a farlo arrabbiare, chè quello ‘si alza e se ne va’. 😂

Quella che da ieri sera è diventato pensiero fisso e legittimo, che mette i brividi e suscita curiosità. Questa la parola chiave, a quanto pare.

C’è un passaggio che ieri sera mi ha emozionato più di altri e sul quale mi sono soffermata: uno stadio intero che prova a trasmettere la propria energia positiva alla squadra che si avvia verso gli spogliatoi, che nell’immaginario collettivo rappresentavano in realtà un Santiago Bernabeu in avvicinamento (metaforicamente parlando! 😉). In giro c’è un entusiasmo ormai evidente, chiaro e manifesto, che si aggiunge ad una grande curiosità, appunto.

La squadra torna nel ventre del San Paolo e a Sarri viene chiesto cosa pensasse di quello scambio di energie di fine gara, di come si stesse preparando alla sfida di mercoledì. Col suo solito fare, dapprima risponde di ‘non aver ancora studiato l’avversario’, anche perché ammetterà ‘c’è poco da studiare…’, poi però si lascerà scappare la parola-chiave: nella squadra c’è sicuramente la curiosità di confrontarsi anche con una squadra di quel livello lì e vedere cosa succede.

Beh, ieri, come spesso accade dopo una partita degli azzurri, non riuscivo a prender sonno e quella parolina lì continuava a ronzarmi nella testa. E allora mi sono chiesta: per quante partite del Real hai provato davvero ‘curiosità’? Intorno a quante partite del Real, hai avvertito, in Italia ed in Europa, tutta questa curiosità, questo interesse?

La risposta è poche, molto poche. E non fraintendetemi, perché intendo dire che le gare che vedono impegnati i ‘Galacticos’ sono spesso e volentieri chiuse, scontate, quasi prevedibili, con un finale già scritto e sempre a loro favore.

E invece, ieri ho avuto la possibilità di constatare che quella curiosità nostra, del mister, della squadra, di gustarsi un eventuale gara spettacolare, è in realtà davvero diffusa in tutto l’ambiente calcio. Magari si rivelerà errata e i madrileni chiuderanno la pratica in poco tempo, ma intanto una curiosità positiva c’è.

Io sono fermamente convinta che il Real sia di un altro pianeta e il fatto che loro abbiano giocato per l’ ‘undecima’ e noi non giochiamo fondamentalmente neanche per la prima, qualcosa vorrà pur dire. Per cui è giustissimo l’entusiasmo per la grande sfida, ma ci terrei a vedere e percepire che squadra e tifosi abbiano ben chiara la portata dell’avversario. Ma, allo stesso tempo sono anche fermamente convinta che già l’aver suscitato curiosità, intorno ad una sfida che sulla carta, in teoria, non avrebbe nulla da raccontare, sia un traguardo da non sottovalutare.

C’è un motivo se loro hanno giocato per la ‘undecima’ e noi fondamentalmente non giochiamo ancora nemmeno per la ‘prima’, ma allora a maggior ragione c’è un motivo anche dietro questa ‘curiosità’: questo Napoli è forte, gioca bene, ha una sua precisa identità, sa che cosa vuole e sta crescendo, partita dopo partita, provando a farsi strada tra i grandi.

Per questo motivo vorrei un Napoli concentrato ed umile, senza frenesia e con non troppa paura, un Napoli energico e determinato, che giustifichi quella curiosità, regalandosi e regalandoci emozioni. Sta a voi! 😉

Alla prossima e #ForzaNapoliSempre! 💙

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