La Mia Opinione di Bologna-Napoli

foto da sscnapoli.it
foto da sscnapoli.it

La Mia Opinione di Bologna-Napoli. E ora? Da dove comincio?

Ieri ho più volte pensato al Palermo e al rimpianto che si faceva sempre più grande, ma no, non posso e non voglio iniziare da lì. Bisogna andare avanti.

E allora comincio col sottolineare il primo 1a7 della nostra storia, giusto per rendere questa partita ancor più ‘memorabile’.

Un giorno la racconteremo. Questo è poco ma sicuro.

La racconteremo a chi se la sarà persa, a chi sentirà parlare del Napoli di Maurizio Sarri e si chiederà cosa avesse di così speciale. Glielo racconteremo facendo riferimento anche a questa Bologna-Napoli, che ne racchiude tutti pregi ed anche quei piccoli difetti che appunto, lo rendono particolare.

Racconteremo della determinazione dei primi minuti ed in pochi rimarcheranno che era stato il tassello mancante nella partita casalinga col Palermo. Lo dimenticheranno. Lo dimenticheremo.

Inizieremo raccontando di una cresta. Una cresta alla quale credevamo di aver fatto l’abitudine, e invece era lì, puntualmente pronta a stupirci. Racconteremo del Capitano, ma molto probabilmente lo conosceranno già.

Lo conosceranno perché, con molta probabilità, si saranno chiesti chi, nella storia del club, potesse vantare in assoluto il maggior numero di reti. E allora quella cresta, alla quale pensavamo di essere abituati, e che in quel Bologna-Napoli c’aveva stupiti ancora una volta, avrà già stupito anche loro. Con ogni probabilità, avranno già digitato quella domanda, certi di trovare Diego Armando Maradona in cima a quella classifica. E invece ci troveranno, con ogni probabilità, un certo Marek Hamsik, ormai a -6 dal più grande di sempre.

Ci troveranno Marek che in quel Bologna-Napoli porterà a casa il pallone per la sua prima tripletta dopo dieci anni in azzurro. Tre gol capolavoro: una crestata e due parabole perfette dalla distanza.

A sentirne parlare, gli verrà voglia di andare a cercare qualche filmato e anche lì, non sarà come li avevano immaginati. Sarà molto meglio.

Perché Marek Hamsik, quella esultanza sul primo gol, quel sorriso dopo gli altri due, quella umiltà che lo avrebbe portato ad ammettere di non poter raggiungere Diego in altre ‘classifiche’ se non in quella, non lo potrai semplicemente raccontare. Né tanto meno lo potrai spiegare. Glielo dovrai mostrare.

Gli racconterai che quella sera avrebbe portato a casa il pallone, proprio come Mertens, autore dell’altra tripletta. Di lui dirai che era uno scugnizzo napoletano, nato per caso in Belgio. Ne racconterai la follia, la genialità, la scaltrezza, la velocità, la simpatia, la disponibilità, la capacità di sacrificio e adattamento, le sue scorribande nelle aree avversarie rigorosamente a petto in fuori. Racconterai di come nel bel mezzo d’una stagione ricca di ‘perdite’ pesanti in attacco, si sarebbe piazzato, almeno per quella notte, in cima alla classifica marcatori della Serie A, da falso nove. Gli racconterai di quanto si divertiva, magari mostrandogli anche questo: l’essersi inventato un calciatore accorso a rialzarlo, così dal nulla https://www.instagram.com/p/BQGvgNJjd5Z/?taken-by=katkerkhofs

Solo dopo, gli racconterai di un napoletano di nascita, troppo spesso non apprezzato. Un napoletano al quale spesso capitava di sbagliare, ma che quando decideva di segnare, non lo faceva mai in modo banale. Forse passerà in secondo piano quella sua rete. Forse Insigne pagherà lo scotto di aver trovato la rete del 2a0 in mezzo a due triplette di quei due là. Ma lo racconterai, non c’è dubbio.

Perché per provare (quantomeno per provare) a spiegare quel Napoli di Maurizio Sarri non potrai fare a meno di parlare del ‘contropiede perfetto’ che avrebbe portato al 2a0. E magari ti risponderanno di averlo già visto a scuola calcio. O quanto meno te lo auguri.

Non potrai fare a meno di sottolineare le intuizioni di uno che, con ogni probabilità, sarà diventato uno dei più grandi (e che ti auguri lo avrà fatto con la tua maglia). Quel Piotr Zielinski, che non sorrideva quasi mai, ma lasciava a bocca aperta chiunque ammirasse le sue gesta, in quella linea di centrocampo col Capitano e con Diawara.

Gli racconterai di quanto fossero brutte, ai tuoi tempi (perché in fondo la speranza che le cose cambino ce l’hai ancora), le tifoserie che non incitavano la propria squadra, ma piuttosto pensavano ad insultare gli altri: in questo caso, i napoletani e Diawara. Cori beceri, da condannare sempre e comunque, ma d’altronde sapevamo (e forse ne faremo un accenno) come fosse andata tra Amadou e Bologna.

Ma forse non ne racconteremo solo ‘il brutto’. Forse racconteremo di come un ragazzino di 19 anni abbia accettato una sfida tutta particolare. Gli racconteremo di come Mertens più volte lo aveva cercato con lo sguardo o con qualche gesto di incoraggiamento, di come lo avessero accolto al cambio Allan e il mister. Gli racconteremo di quanto sarà stato bello vederli crescere col Napoli, anche in quelle sere un po’ così.

Ma per provare (quanto meno per provare) a spiegare il Napoli di Maurizio Sarri, dovremo raccontare anche qualcos’altro, di quel Bologna-Napoli.

Racconteremo di quanto piacesse, a quella squadra, complicarsi la vita. Di quanto i nostri cuori rischiassero ogni volta che un arbitro fischiasse qualcosa.

Racconteremo di un José Callejon che non avevamo mai visto così: fallo di mano in area, fallo di reazione e prima espulsione in assoluto con la maglia azzurra. Ma, col senno di poi, lo racconteremo col sorriso sulle labbra, rimarcando che forse quell’instancabile ala/terzino/esterno/tuttofare stava semplicemente reclamando un paio di giorni di meritate ferie, di meritatissimo riposo.

Racconteremo di come quel Napoli facesse troppi errori in fase difensiva e di come quel Pepe Reina, che spesso ne era stato complice, quella sera avesse sfoderato al contrario due grandissime parate: una su rigore di Destro, l’altra sul gol subíto.

Insomma, quando un giorno qualcuno sentirà parlare del Napoli di Maurizio Sarri, quando qualcuno ci chiederà di spiegargli cosa avesse di così speciale, proveremo (quanto meno ci proveremo) a raccontarlo. Forse, qualcuno si servirà anche di questa Bologna-Napoli, che racchiude pregi e difetti, che ci porta 3 punti e ci avvicina alla sfida con… con il GENOA, con il GENOA.

Perché magari il racconto di quella Bologna-Napoli potrebbe appassionarli, al punto di portarli a chiederci di continuare. Beh, se dovesse capitare, speriamo di poterlo fare raccontando, entusiasti ed orgogliosi, anche Napoli-Genoa. Sta a voi! 😉

Alla prossima e #ForzaNapoliSempre! 💙

 

Comments

comments

Precedente La Mia Opinione di Napoli-Palermo Successivo La Mia Opinione di Napoli-Genoa